H2O
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 Installazione artistica di Angela Caporaso
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L'acqua

di Emilio Gauna

Il nome chimico dell'acqua è monossido di idrogeno.
Ma anche i chimici lo usano quasi solo per scherzare, e ogni tanto è divertente dirsi, a tavola, "passami il monossido d'idrogeno". La formula chimica dell'acqua è famosa, ma ogni tanto si sbaglia a scriverla: la scrittura esatta è H2O.
Ma questa è solo la "formula bruta", che serve per scrivere e per fare i calcoli. La molecola è fatta così: un atomo di ossigeno in mezzo, e ai due lati i due atomi di idrogeno, a formare un angolo un po' aperto:
 O
 / \
H H

L'acqua è una delle sostanze più comuni in natura, e qui da noi siamo abituati a considerarla eterna e rinnovabile, ma non è sempre vero.
Ogni tanto dagli ambienti scientifici partono notizie allarmanti, che i governi non sembrano prendere con la dovuta attenzione.
Per esempio, al Nord le nevicate stanno diminuendo e i ghiacciai arretrano; e dove c'è molta acqua ci sono anche le grandi industrie e le grandi città, fonti d'inquinamento.

L'acqua scorre via rapida
tra le mie mani e gelida
scorre già via lontana.
Tra la miseria umana
viva s'asconde e naviga
dentro di lei la vita.
Io che l'attendo e merito
ben poco dalla vita,
io poco attento medito
sull'acqua che è infinita
E scorre ancora gelida
ma scorre via verso il mare;
ed è un inizio, è sferica
la sorte dell'umana
gente che passa e naviga
e vive dell'onda serena.

L'acqua permette la vita; è alla base della nascita della civiltà, e anche dell'industria moderna. Questo è anche uno dei motivi per i quali in Italia le fabbriche esistono al Nord e non al Sud. A Milano l'acqua c'è, a Catania molto meno; ma è scandaloso che Milano sia arrivata fino al 2003 senza avere un depuratore.
Inoltre, l'industria del turismo porta sempre più gente a vivere e calpestare terreni e montagne; Courmayeur e Cervinia risultano tra le città più inquinate dai fumi delle automobili, e anche l'Everest pare messo male.
E' dalle montagne, dalle nevi e dai ghiacciai, che nasce la nostra acqua.

Avrei voluto bere all'acqua della fonte
Avrei voluto ber chiara sorgente;
e la mia mano s'allungava sovente
versa la roccia della pura fonte -
ma invano e invano, ed incontravo il niente.
Avrei voluto bere alla mia cara fonte
avrei voluto ma ne fui respinto;
volevo bere ma non ne restava niente,
solo un respiro ed una sete da elefante.
La fonte asciutta, l'anima mia malata,
la fede assente, la fronte disseccata,
sorgente assente, o vita dissennata:
volevo bere a disseccata fonte...

Nell'acqua ci sono sempre molti sali disciolti. Quando l'acqua evapora, rimane un sedimento: il calcare, appunto; che però può essere composto da molti sali diversi, secondo il tipo di terreno che ha attraversato l'acqua.
Quando si fa bollire l'acqua e si forma subito un po' di calcare, vuol dire che sono presenti i sali detti bicarbonati: di solito, il bicarbonato di calcio.

Il contenuto di questi sali determina la durezza dell'acqua: è un termine che si usa in chimica, ci sono acque dure e acque dolci.
L'acqua distillata non contiene sali; si fa bollire ed avaporare l'acqua, e poi si fa raffreddare il vapore, riformando acqua che ricade in un altro recipiente.
Una volta si usava, al posto dell'acqua distillata, l'acqua piovana o la neve disciolta.
Oggi, soprattutto in città, non è più possibile.
La pioggia e la neve si mescolano agli inquinanti presenti nell'aria; ne nascono piogge acide e nevi piene di tutto quello che abbiamo bruciato, e che ritorna al suolo.

Scende da mille rivoli
dalla montagna fradicia
la pioggia colossale.
E lassù in alto nevica:
del resto, ciò è normale.

Oggi si ottiene acqua distillata (o più propriamente, in questo caso: acqua demineralizzata) facendola passare attraverso apposite resine.
E'un metodo nato dallo studio delle acque in natura: molte acque di sorgente sono pure e poco dure perché passano attraverso terreni che hanno la capacità di filtrarle, e si è cercato di riprodurre questi terreni nelle resine per desalinificare, riuscendovi.

Se sono limpido
Se sono torbido
Se scorre limpida la mia scrittura
oppur se l'acqua tutta s'intorbida
nel fango oscuro della pianura
Se la mia mente riluce nitida
oppur se pesco materia oscura...
Comunque vada, ve lo ripeto:
si tratta sempre di mia natura.

Ma forse non di chimica dovrei parlare, non oggi... meglio perdersi nei fenomeni atmosferici, o nell'acqua pura, fonte di mille metafore.

Ho fatto un buco nell'acqua
ma si è richiuso da solo;
da sotto i pesci sorridono,
sanno che non son solo.
Levo i miei sandali e penso
che pellegrino non sono;
bevo, e quest'acqua rinfresca
risana i pensieri d'un uomo.
Bevo a quest'acqua pura,
m'alzo e raccatto i bagagli
riprendo a marciare sereno
sotto la luce del Sole.

Per poi passare al mare, destino finale di tutta l'acqua, prima del ciclo che la riporterà, sotto forma di pioggia, nei nostri cieli; e speriamo che tutto questo possa continuare per sempre, e continuare a sembrarci naturale.

Il mare di cristallo
s'inalbera splendente
rialza la tua mente
vive del tuo splendore.
Così passano l'ore
mare della tua mente
oceano risplendente
così passano l'ore.
Il tempo viene e vola
vicina è già l'aurora
sul mare di cristallo
già sorge un sole giallo -
ma io mi son distratto:
che ore abbiamo fatto?

Emilio Gauna

Emilio Gauna, perito chimico in un'azienda
del comasco, pubblica le sue rime sulla rivista
Golem L'Indispensabile,
diretta da Umberto Eco, Carlo Bertelli,
Renato Mannheimer Danco Singer e Furio Colombo